Messina: Uomo chiude a chiave la propria compagna in una stanza e si barrica in casa.

gennaio 14, 2018 Commenti disabilitati su Messina: Uomo chiude a chiave la propria compagna in una stanza e si barrica in casa.


Nella giornata di venerdì si sono vissuti momenti di paura a Ganzirri. Alle 10.30 circa, infatti, è giunta una richiesta di intervento alla centrale operativa dei Carabinieri di Messina e al centralino del 118 da parte di una donna che era stata rinchiusa in una stanza dal proprio compagno, 43enne del posto, che si trovava in uno stato di alterazione psicofisica.
Subito sul posto sono accorsi i Carabinieri della Stazione di Ganzirri, della Stazione di Faro Superiore e del Nucleo Operativo che hanno liberato la signora facendola uscire dalla finestra dell’abitazione. La donna, seppur in evidente stato di shock, era in buone condizioni di salute e riceveva assistenza anche dal personale del 118 presente sul posto.
Dal racconto della donna è emerso che nella notte il compagno, in preda ad una forte agitazione psicofisica, dopo aver pronunciato frasi sconnesse, l’aveva rinchiusa all’interno della stanza da letto, rendendo vano ogni tentativo di comunicazione.
Dopo aver raccolto la testimonianza della donna, i militari hanno subito messo in sicurezza la zona e. sul posto è giunto  un “negoziatore” dei Carabinieri, con l’obiettivo di arrivare ad una mediazione con la persona barricata in casa.
Tuttavia ogni tentativo di mettersi in contatto con l’uomo è risultato vano in quanto, pur sentendo rumori all’interno della casa, il 43enne si rifiutava di rispondere alle richieste dei militari.
Per questo i Carabinieri, dopo aver attentamente valutato la situazione, al fine di evitare che iniziative del 43enne potessero mettere in pericolo l’incolumità  di altre persone o dello stesso uomo barricatosi, hanno deciso di effettuare l’irruzione all’interno dell’appartamento sfondando il portone di ingresso. L’uomo, in evidente stato di alterazione psico-fisica, è stato prontamente immobilizzato e successivamente accompagnato presso l’azienda ospedaliera “Papardo”, dove è stato sottoposto a trattamento sanitario e alle cure del caso. (CC)