CRISI: RAPPORTO CGIL, 50. 000 POSTI IN MENO IN SICILIA NEL 2009

Il 2009 potrebbe essere l’anno piu’ nero per l’economia e l’occupazione in Sicilia, che rischiano di fare un balzo indietro di otto anni, tornando ai livelli del 2001. Lo sostiene la Cgil siciliana che, in un rapporto del Cerdfos (il centro studi), stima nel 2009 un numero di occupati nell’isola pari a 1.503.000 unita’, gli stessi del 2001. Tra il 2008 e il 2009 ci sarebbe una perdita di 50 mila posti di lavoro. Secondo le stime del sindacato, inoltre, con un calo del Pil ipotizzabile del 2, il valore aggiunto a prezzi costanti si attesterebbe intorno a 60, 2 miliardi di euro, lo stesso del 2002. “Una situazione dunque gravissima – ha detto Italo Tripi, segretario generale della Cgil siciliana durante il direttivo dell’organizzazione – un balzo indietro che sara’ difficilissimo da recuperare se il governo nazionale non inverte la rotta antimeridionalista e la Regione non esce dallo stallo in cui si trova’. Tripi lancia dunque una prima richiesta al presidente della Regione, Salvatore Lombardo: “Il governo regionale – dice – si metta alla testa di un movimento che sostenga gli interessi della Sicilia contro le scelte di segno opposto del governo Berlusconi. In assenza di risultati Lombardo dovrebbe uscire dalla compagine governativa nazionale”. Mentre il Mezzogiorno, e con esso la Sicilia, arranca, ricorda lo studio del Cerdfos, il Governo Berlusconi da maggio a novembre del 2008 ha sottratto con vari provvedimenti al fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) 14,5 miliardi, destinandoli ad altre finalita’. Anche il recente decreto ‘salva auto’ e’ stato finanziato a spese del Sud, rileva il Cerdfos, a cui sono stati sottratti 900 milioni dalla ex legge 488, somme che per l’85% erano destinate a finanziare imprese meridionali. A cio’ si aggiungono ricadute pesanti di provvedimenti come quelli sulla scuola che il prossimo anno porteranno in Sicilia tagli per 6.430 unita’, di cui 4.863 tra i docenti. Al livello regionale, poi, il segretario della Cgil, chiede che il governo dia seguito al tavolo di crisi aperto qualche mese fa e al protocollo siglato col sindacato in agosto. “a rotazione dei burocrati per chiudere col passato – secondo Tripi – non e’ sufficiente a dare un segno di discontinuita’. Ci vuole un’azione politica conseguente che ci faccia realmente uscire dallo stallo”. La Cgil lancia anche un appello a Cisl e Uil. “Anche l’iniziativa del sindacato – rileva Tripi – rischia di apparire insufficiente di fronte alla gravita’ della crisi. Occorre rinserrare le fila sapendo che ci si trova davanti a un situazione eccezionale da affrontare col massimo dell’unita’ e della capacita’ di iniziativa”.