Dieci anni senza Padre Antonino Spiccia: il ricordo vivo dell’arciprete che guidò la comunità di Sant’Agata Militello

Ricorre oggi il decimo anniversario della scomparsa di Monsignor Antonino Spiccia, storico arciprete che per ben quarant’anni ha guidato la parrocchia Santa Maria del Carmelo di Sant’ Agata Militello, lasciando un’impronta indelebile non solo nella vita religiosa, ma anche nel tessuto sociale e civile dell’intero comprensorio dei Nebrodi.
Si spegneva esattamente dieci anni fa, il 10 giugno 2016 all’età di 86 anni, lasciando una comunità che da allora si scopre un po’ più orfana, ma profondamente arricchita dalla sua straordinaria eredità spirituale e morale.
Nato a Sinagra il 16 gennaio 1930, Padre Spiccia fu ordinato sacerdote il 20 luglio 1952. Dopo le prime e significative esperienze pastorali a Mistretta e Montagnareale, nel 1969 fece il suo ingresso a Sant’Agata di Militello. Fu l’inizio di un legame viscerale, durato quattro decenni, interrotto formalmente solo nel 2009 per motivi di salute e conclusosi serenamente dopo gli anni di ritiro trascorsi presso il Santuario del Tindari.
Padre Spiccia non è stato un parroco tradizionale chiuso nelle mura della sua sagrestia. Aveva capito, prima di molti altri, l’importanza dei media per comunicare e fare comunità.
Nel 1976, spingendo un gruppo di 25 laici a investire energie e fondi (le storiche 300mila lire a fondo perduto dell’epoca), diede vita alla nostra emittente Radio Stereo Sant’Agata. Storico rimarrà il suo “Pensiero della Sera” delle ore 22:00, un appuntamento quotidiano di riflessione che l’arciprete curò fino agli anni 80 persino in diretta transoceanica durante i suoi pellegrinaggi in Terra Santa e negli anni 90, la sua conversazione religiosa, oggi curata da Padre Enzo Vitanza, che ogni mattina alle 9.00 e in replica alle 14.00 dava spunti di riflessione e di preghiera.
Il ministero di Padre Spiccia ha incrociato una delle pagine più buie e complesse della storia siciliana. All’inizio degli anni Novanta, quando il territorio dei Nebrodi fu scosso dalla prepotenza mafiosa e dal fenomeno delle estorsioni, l’arciprete divenne un punto di riferimento saldo nella società civile.
Con autorevolezza e fermezza evangelica, sostenne apertamente i commercianti e i cittadini che decisero di ribellarsi al racket, dimostrando che la fede non può essere disgiunta dal coraggio e dalla giustizia sociale.
A novembre 2019, l’amministrazione comunale gli ha intitolato il locale centro sociale.
Oggi l’arciprete di S.Agata Militello, padre Daniele Collovà lo ha ricordato durante la Messa vespertina.
Era un punto di riferimento per tutti perché aveva il coraggio di cercare vie nuove, un’autorevolezza indiscussa e la capacità di parlare ai giovani come un padre e un educatore di straordinaria tempra.
(LM)
