ELEONORA BORDONARO: IL ROCK IN DIALETTO GALLO ITALICO E LA FRANA CHE DEVASTO’ SAN FRATELLO

 

ESCE OGGI “AIRÀM UOI” (Aiutatemi voi), il nuovo singolo di ELEONORA BORDONARO

Un elegante rock in gallo italico che celebra la forza di una comunità dopo la frana

del 2010: insieme si può tutto e dopo la pioggia torna sempre il sereno

DA OGGI SU TUTTE LE PIATTAFORME. ANTICIPA L’ALBUM “RODA” IN USCITA IL 1 MARZO

 

Era il febbraio del 2010 quando una frana devastante colpisce la collina di San Fratello, un piccolo paese alle pendici dei Monti Nebrodi, nel Messinese, costringendo molti abitanti a lasciare le proprie case e trasferirsi altrove.

Da questo episodio prende vita “AIRÀM UOI” (in italiano Aiutatemi voi), il nuovo singolo di ELEONORA BORDONARO dal gusto elegantemente rock che anticipa l’album RODA – ovvero LEI in gallo italico – in uscita il prossimo primo marzo. Il brano è accompagnato da un video girato tra Catania e Messina, con la direzione artistica di Sara Castrogiovanni e Luca Bordonaro.

Cantato in una lingua “resistente” che vive e si sviluppa esclusivamente in un comune di poco più di 3500 abitanti, il galloitalico di San Fratello, l’album conta in tutto nove brani inediti, dove l’elettronica convive felicemente con alcuni strumenti tradizionali siciliani e con le trombe dei Giudei, quelle ad un solo pistone modello 1884. Intorno al loro “sgrigno” (così i sanfratellani chiamano lo “squillo”), Puccio Castrogiovanni, arrangiatore e coautore delle musiche, ha costruito l’intero mondo sonoro che caratterizza il progetto.

Il singolo “AIRÀM UOI”

La Pasqua del 2010 verrà ricordata come quella della frana. Nell’atmosfera rarefatta della piazza della Chiesa del Convento, davanti al paese intero, i Giudei rompono il silenzio intonando la sonata detta La Disgrazziera, per ringraziare la vita e affermare che insieme si può tutto. Dopo la pioggia torna sempre il sereno, come dice il proverbio che, come un mantra, accompagna il brano; una frase ricorrente di Pippo Bordonaro, il papà di Eleonora.

Il testo, firmato dalla cantautrice di Paternò, è stato ispirato da un racconto di Fra’ Giuseppe Maggiore dell’Ordine Francescano dei Frati Minori del Convento della Madonna di Lourdes di Messina.

Nel testo si fa riferimento alla consuetudine durante la processione di distribuire tra la popolazione di focacce di pane azzimo precedentemente passate sulle piaghe della statua del Cristo in croce. Le focacce, a cui si attribuiscono poteri speciali, vengono gelosamente conservate per tutto l’anno ed esposte fuori da porte e finestre in caso di maltempo ed imminente pericolo, a mo’ di talismano.

LA LINGUA

Il galloitalico di San Fratello, detto anche Lombardo di Sicilia, è un dialetto composto da frammenti di varie parlate dell’Italia settentrionale. Si è formato a partire dall’XI secolo, in seguito all’arrivo nell’isola di soldati e coloni durante la reggenza di Adelasia del Vasto della dinastia Normanna, originaria del Monferrato, in Piemonte. Assolutamente incomprensibile per i non nativi, è ancora oggi quotidianamente utilizzato da tutte le generazioni, dai bambini ai centenari, e trasversalmente da tutte le classi sociali.

Trasmesso oralmente e scritto solo di recente, suona esotico, intatto, vittorioso contro le insidie della globalizzazione linguistica e mentale, gelosamente protetto dai sanfratellani.

Ma, come accennato, il cuore pulsante e suonante del progetto sono i Giudei, figure tipiche della Settimana Santa: musicisti, figuranti, acrobati, disturbatori dei riti sacri. Probabilmente personaggi sopravvissuti ad antiche rappresentazioni sacre, che, durante la passione di Cristo crocifisso, demoniacamente si scatenano; ieratici nei loro preziosissimi costumi, un po’ guerrieri, un po’ fauni, un po’ flagellanti, intonano con le loro trombe melodie militari, ballabili e marce.

IL PROGETTO

RODA è costruito come un percorso. I brani progressivamente aprono alla conoscenza poetica di vari aspetti di San Fratello e dei Giudei visti con l’occhio del viaggiatore, di chi si stupisce e interpreta le visioni e gli stimoli che riceve, ricostruendo ne le ragioni. Come fosse un Grand Tour.

Nessun intento etnomusicologico né scientifico, ma solo stupore, empatia e curiosità.

“L’idea – racconta Eleonora Bordonaro – era quella di testimoniare una lingua che combatte per rimanere in vita, testimoniarla attraverso l’integrazione del mondo sonoro tradizionale del luogo, cioè quello dei Giudei, con la creatività contemporanea. I testi originali sono dedicati al racconto del rito, prendono spunto da episodi vissuti durante gli anni della mia frequentazione della festa di Pasqua e sono stati ispirati da autori locali o semplici informatori”.

RODA è stato realizzato con il contributo di NUOVOIMAIE

AIRÀM UOI (Testo e traduzione)

Mi truvuoma ntô Cìan dû Cuvant

suoma assei, tucc mut, chjussei di diciant

Pi rringrazier la terra chi bambarìa e gira,

chi scidìca e chièngia

chi si arb e chi si späca

Pätri di la Misiricàrdia, Airàm Uoi

Pätri Gränn, Airàm Uoi

Signardìa di la Piatea Airàm Uoi

Pätri Gränn, Airàm Uoi

Saura la späda nciaiera purtuoma u Signardìa di la Piatea,

u Santìsim Ciaamu, la Ndulurära,

e li sunäri di la Disgrazziera

Li uastedi li sarvuoma pi d’invearn

quänn dilluvia, ciuov e sciuoscia fart u vant

Pätri di la Misiricàrdia, Airàm Uoi

Ca u ban tamp e u meu tamp ni dura tutt u tamp

ca bon tempu e malu tempu non dura tuttu u tempu

bon tempu e malu tempu non dura tuttu u tempu

AIUTATEMI VOI

Ci troviamo al Piazzale del Convento,

siamo tanti, tutti muti, più di duecento.

Per ringraziare la terra che traballa

e gira, che scivola e cambia,

che si apre e si spacca.

Padre della Misericordia Aiutatemi voi,

Padre Grande Aiutatemi voi.

Signor Iddio delle Pietà Aiutatemi voi.

Sopra la spalla coperta di piaghe

portiamo il Signor Iddio della Pietà,

l’Ecce Homo, la Regina Addolorata

e le suonate della Disgraziata.

Le focacce di pane votivo le conserviamo

per l’inverno, quando diluvia,

piove e tira forte il vento.

Padre della Misericordia aiutatemi voi,

ché bel tempo e cattivo tempo

non dura tutto il tempo.

CREDITI brano

testo Eleonora Bordonaro

musica Puccio Castrogiovanni, Eleonora Bordonaro

arrangiamenti Michele Musarra

traduzione Fra’ Giuseppe Maggiore

Eleonora Bordonaro voce

Puccio Castrogiovanni marranzano

Marco Corbino chitarra

Michele Musarra basso

Salvo Farruggio batteria

I Giudei di San Fratello, partito dei Principini trombe

La cura delle trascrizioni ortografiche delle canzoni è del professore Giuseppe Foti, PhD in Filologia moderna.

Tutti i brani sono presentati nel Nuovo sistema ortografico del dialetto galloitalico di San Fratello come è nel saggio del professore Salvatore C. Trovato, contenuto in  tarbunira – All’imbrunire, di Benedetto Di Pietro, Ed. Il Lunario, 1999, pagine 5-20).

CREDITI video

Girato a gennaio 2024 a Catania e Messina

Si ringrazia il Santuario Nostra Signora di Lourdes di Messina

Direzione Artistica Sara Castrogiovanni e Luca Bordonaro

Videografia, montaggio e color grading Luca Bordonaro

Effimero Productions

ELEONORA BORDONARO

image.png

Cantautrice e interprete siciliana di Paternò, si occupa di musica world reinterpretando canti siciliani di tradizione orale, dalla poesia popolare a quella dei cantastorie, dal repertorio contadino a quello sacro, con particolare attenzione al racconto del mondo femminile.

Autrice di Moviti ferma (finalista Targhe Tenco 2020) e Cuttuni e lamé. Trame streuse di una canta storie, nel 2017, con la produzione artistica di Puccio Castrogiovanni.

Si interessa alla riscoperta del prezioso patrimonio poetico nel galloitalico di San Fratello, Messina, anche detto Lombardo di Sicilia, fusione di dialetti del Nord Italia, di formazione medievale.

Nel marzo 2023 si è esibita al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della Cerimonia per la Giornata Internazionale della Donna, in diretta televisiva e radiofonica su Rai1.

Dal 2008 è cantante solista dell’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, diretta da Ambrogio Sparagna.

Nominata Cavaliere al Merito della Repubblica, per le sue composizioni in siciliano e la ricerca sul galloitalico ha vinto la sezione musica del premio Salva la tua lingua locale promosso dall’Unione delle Pro Loco d’Italia.

Nel percorso di esplorazione delle isole linguistiche ancora vive in Sicilia, ha preso parte al progetto Skanderband, che indaga il repertorio arbëreshë.

Nel 2013 ha inciso La Custodia del Fuoco con il Majarìa Trio, in cui si rielaborano i testi delle raccolte ottocentesche dei demologi Lionardo Vigo, Salomone Marino e Giuseppe Pitrè in chiave etno jazz.

Con il PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble, ha preso parte alle opere contemporanee I was looking at the ceiling and then I saw the sky di John Adam all’Auditorium Parco della Musica e al Satyricon di Bruno Maderna per il Festival Pucciniano 2022.

Ha fondato la Casa Museo del Cantastorie di Paternò, centro di creazione dell’arte della narrazione, producendo L’Orlando Innamorato per la regia di Mimmo Cuticchio al termine di un semestre di formazione per attori, musicisti, videomaker e scenotecnici. Ha cantato le colonne sonore di film per il cinema, documentari e video d’arte tra cui Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek e Romanzo criminale di Stefano Sollima.

 

(Daniela Esposito)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: