FRIEDMAN, PIOVANI E DE CATALDO: LA CULTURA TORNA IN PIAZZA CON TAOBUK

Foto6Restituire alla Piazza il significato originale e alto di Agorà, luogo di confronto e condivisione, fulcro di un unico spazio partecipato. Con questo nobile intento Antonella Ferrara, ideatrice e presidente del festival letterario Taobuk, ha voluto ambientare i prestigiosi appuntamenti della kermesse taorminese nei luoghi più suggestivi della città, trasformati per una settimana in straordinari palcoscenici a cielo aperto, per discutere di libri, editoria e arte a tutto tondo.

Dopo il Teatro Antico, cornice d’eccezione per l’evento inaugurale di sabato, è stata la volta di piazza IX Aprile, incantevole terrazza a strapiombo sul mare in cui il pubblico ha potuto incontrare tre prestigiosi autori: Alan Friedman, Nicola Piovani e Giancarlo De Cataldo. Ospite della serata anche l’attore Luca Iacono del Teatro Stabile di Catania, che ha magistralmente interpretato alcuni brani tratti dalle migliori pagine delle pubblicazioni in programma.

Si è iniziato con Friedman e il suo “Ammazziamo il Gattopardo”, edito da Rizzoli. Presentato da Felice Cavallaro, autorevole firma del Corriere della Sera, il giornalista americano, già noto per la conduzione sulle reti Rai di programmi economici di successo, ha esposto un’accurata analisi riguardo le responsabilità dell’attuale crisi italiana, la peggiore degli ultimi trent’anni, individuando altresì una ricetta per rimettere in sesto il Paese. «In primis dovrebbero tornare a casa D’Alema, Bersani e Susanna Camusso: sono loro – ha tuonato l’ideatore del programma televisivo “Maastricht Italia” – il simbolo di una vecchia nomenclatura che ormai ha fatto il suo tempo. Il paese è giunto ai tempi supplementari, per questo auspico un accordo tra Renzi, uomo nuovo della politica italiana, e Berlusconi: si tratterebbe di una soluzione in pieno pragmatismo anglosassone, unica strada per portare al varo le riforme condivise di cui il paese ha disperato bisogno. Anche le spese inutili andrebbero tagliate, come ad esempio gli F35, ma non quelle relative all’istruzione o alla sanità».

Non è un disco, ma un libro edito da Rizzoli quello che Nicola Piovani ha voluto scrivere per affermare che “La musica è pericolosa”, come recita lo stesso titolo. Con l’intervento della giornalista Eleonora Lombardo, il maestro e premio Oscar, che ha legato il suo nome alle più belle colonne sonore del cinema internazionale, ha discusso di musica e dell’attenzione che essa merita, ancor più in un paese come l’Italia, che in quest’ambito vanta un’impareggiabile tradizione. «Il titolo è un omaggio a Fellini, che della musica – ha precisato Piovani – temeva il profondo struggimento che essa è capace di provocare in chi ascolta. Un pericolo che però vale la pena correre, e che la accomuna alle intense emozioni che rendono la vita degna d’essere vissuta. Solo così l’umanità è andata avanti nel suo percorso, come Ulisse dinnanzi alle Colonne d’Ercole, lo scienziato ad un passo da una nuova scoperta, o qualsiasi individuo un attimo prima di innamorarsi. La fruizione musicale però, ai giorni nostri, rischia di ridursi ad un ascolto che definisco passivo: al supermercato, sull’autobus, addirittura dal dentista, siamo condannati a subire “sottofondi” che non abbiamo scelto. Questa sì che è musica pericolosa».

Last but not least, lo scrittore e magistrato Giancarlo De Cataldo e il suo “Suburra”, grido d’allarme senza pietà né redenzione scritto a quattro mani con il giornalista di Repubblica Carlo Bonini. «I protagonisti di “Romanzo Criminale” – spiega l’autore – erano banditi che aspiravano a divenire borghesi. In “Suburra” la storia si ribalta: sono i borghesi a voler tendere pericolosamente verso la criminalità, innescando una perversa degenerazione sociale in cui rischia di annegare l’Italia intera». In un’interessante conversazione con la scrittrice Alessia Gazzolla, De Cataldo ha accompagnato il pubblico nelle impenetrabili stanze romane del nostro presente, in cui si aggira un’umanità fatta di emarginati e diseredati, su cui poggiano malferme le alte sfere del potere.

La seconda giornata della quarta edizione di Taobuk, si era aperta già in mattinata, con una tavola rotonda sul futuro dell’editoria in Europa, egregiamente moderata dal noto giornalista Rai Franco Di Mare, presidente del comitato scientifico del festival taorminese. Per discuterne, al San Domenico Palace Hotel, si sono dati appuntamento Massimo Turchetta, Direttore Generale Libri Rizzoli; Mario Maiocchi, Amministratore Delegato Mondadori Direct; Marco Gravaglia, vice Direttore Generale Cairo Editore; Anna Cavallotto, Associazione Siciliana Editori; e la spagnola Silvia Querini, Direttore editoriale Lumen (Barcellona). Dalle mutazioni tecnologiche all’e-commerce, alle nuove opportunità offerte dal mercato degli e-book: protagonista assoluto ancora una volta il libro, vittima ormai da tempo di una crisi non solo economica, ma soprattutto sistemica. Aprirsi alle forme di comunicazione legate al web, demonizzare la pirateria, monitorare i fenomeni del selfpublishing ed acquisire competenze e strategie innovative potrebbero essere, secondo i relatori, i nuovi imperativi dell’editoria contemporanea. (CA)

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