Raggiravano gli anziani nel messinese, arrestati sei Rom

carabinieri della Compagnia di Patti, con il supporto dei militari di Tivoli, hanno arrestato 6 persone, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Messina, su richiesta della Procura, accusati – a vario titolo – di furto aggravato in concorso, estorsione in concorso, indebito utilizzo di carte di credito, uso di atto falso e false dichiarazioni a pubblico ufficiale.
Gli indagati sono stati arrestati in campi nomadi a Roma e Guidonia Montecelio. Il provvedimento scaturisce dalle indagini dei carabinieri di Patti e dalle Stazioni di Santa Domenica Vittoria, San Piero Patti e Ficarra, che hanno ricostruito le attività criminali degli indagati che, tra il 2017 ed il 2018, in alcuni comuni della provincia di Messina, avrebbero compiuto numerosi reati contro il patrimonio ai danni di persone ultraottantenni scelte come vittime in ragione della loro vulnerabilità.
L’inchiesta è cominciata dopo la denuncia fatta ai carabinieri nel giugno 2017 da una donna 85enne di Santa Domenica Vittoria (Me): si era accorta che dalla propria abitazione erano stati rubati 11.800 euro, la carta d’identità ed un Bancoposta con i relativi codici con cui erano stati effettuati tre prelievi da 600 euro l’uno, negli uffici postali situati a Giarre (CT) e Campora San Giovanni (CS).
La vittima ha raccontato ai militari che pochi giorni prima due giovani erano entrate in casa mentre lei era impegnata ad innaffiare i fiori. L’anziana aveva sorpreso le intruse all’interno del salotto di casa e queste si erano giustificate dicendo che una di loro era in stato di gravidanza e doveva andare in bagno. Altri furti sono stati commessi sempre con lo stesso sistema in casa di anziani in comuni messinesi.
I carabinieri sono riusciti a ricostruirli e a riportare la loro esecuzione alla banda di rom i cui componenti sono stati identificati anche risalendo a un’autovettura utilizzata dai ladri per commettere un furto che era stata noleggiata a Lamezia Terme (CZ) da una di loro. E’ stato scoperto che la donna aveva noleggiato l’auto 12 volte con una patente di guida straniera, risultata falsa. Gli investigatori hanno appurato che gli indagati avevano alloggiato in un albergo di Nizza di Sicilia in coincidenza dei furti compiuti nel messinese pagando solo una parte di quanto dovuto e pretendendo di non essere registrati. Hanno pesantemente minacciato l’albergatore. Per questo sono accusati anche di estorsione in concorso. (la Sicilia)

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