S.Agata Militello. Conclusa la VII edizione del concorso “Certamen Nebrodeum – Vincentio Consolo dicatum”

Ci sono giornate scolastiche che superano la routine quotidiana. Giornate che scaldano il cuore e regalano sorrisi, soddisfazioni e gratificazioni ai nostri alunni e alle loro famiglie. Sono momenti che coronano un percorso fatto di dedizione, costante impegno e determinazione. Per l'”Istituto Marconi – Cesareo”, guidato dal dirigente scolastico, ing. Antonino Nino Macula, è stata una di queste giornate memorabili. Tre studenti della scuola secondaria di primo grado hanno conquistato l’intero podio della sezione “Juniores Esterna” alla VII edizione del prestigioso “Certamen Nebrodeum – Vincentio Consolo dicatum”:
1° posto: Alice Frusteri (Classe 3^ B)
2° posto: Paolo Calcò (Classe 3^ C)
3° posto: Costanza Mancuso (Classe 3^ B)

Il concorso, bandito dall’I.I.S. “Sciascia – Fermi” di Sant’Agata di Militello e articolato nelle sezioni classica e moderna, nasce con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del territorio. Da un anno la competizione si è arricchita della sezione “Juniores Esterna”, una preziosa vetrina dedicata proprio agli alunni dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado. Per questa edizione, i partecipanti si sono cimentati nella scrittura di un racconto breve a partire da un incipit dato sul tema “Animae refugium somnium” (Il sogno come rifugio dell’anima).

La cerimonia di premiazione si è svolta questa mattina nell’Aula Magna dell’istituto ospitante. Ad aprire l’evento sono stati i saluti della professoressa Teresa Santomarco Terrano che, con grande eleganza e spessore culturale, ha accolto una platea ricca di illustri ospiti, tra cui il Sindaco di Sant’Agata di Militello, dott. Bruno Mancuso, l’on. Bernadette Grasso, la senatrice Carmela Bucalo, il prof. Marco Onorato (ordinario di Letteratura latina presso l’UNIME) e la prof.ssa Carmelina Paradiso. Di altissimo rilievo è stata la Lectio magistralis della prof.ssa Anna Maria Urso (ordinario di Filologia classica all’UNIME), dal titolo “Dreamland. Forme e significati del sogno in Grecia e a Roma”. La docente ha esplorato il fascino inesauribile del sogno come esperienza universale, analizzandone l’evoluzione da Omero alla tragedia greca, dalla commedia latina fino alla moderna psicoanalisi. In una società che va di fretta e corre sempre più velocemente, fermarsi a riflettere e a coltivare il pensiero diventa un profondo atto di resilienza e un modo per rivendicare la nostra humanitas. In questo scenario, la scuola conferma il suo ruolo fondamentale nel guidare i ragazzi in un percorso di crescita che è, al tempo stesso, umana, culturale e civile. Studiare latino e greco non è “tempo perso”, ma “tempo ben speso”. È una palestra per la mente, una chiave per interpretare il presente e la roccia su cui costruire il futuro. Ancora complimenti ad Alice, Costanza e Paolo! Che le emozioni di questa giornata e la passione continuino a guidare i vostri sogni e l’impegno a trasformarli in realtà.
