S.Agata Militello, si è svolto il convegno “Ludopatia: emergenza umana e sociale”

 

Giorno 13 Aprile 2019, a partire dalle ore 9.00, presso la Sala Conferenze del Palasport Mangano del Comune di Sant’Agata Militello, si è svolto il Convegno Diocesano dal titolo “Ludopatia: emergenza umana e sociale”. L’evento è stato organizzato dalla Caritas Diocesana di Patti e dalla Sezione A.N.F.I. di Sant’Agata Militello.
Dopo i saluti del Sindaco di Sant’Agata Militello dott. Bruno Mancuso, del Presidente della locale Sezione ANFI S.Ten. Giuseppe Sturniolo e del Direttore della Caritas Diocesana don Leonardo Maimone, sono intervenuti: la dott.ssa Rosalia Caranna, Direttore del Distretto Sanitario di Sant’Agata Militello, la dott.ssa Ninfa Palazzi,
assistente sociale, il dott. Roberto Micciulla, Neuropsicologo, l’Avv. Giuseppe Mormino, rappresentante dell’Ordine degli Avvocati di Patti e il Cap. Francesco Borbone, Comandante della Tenenza della Guardia di Finanza di Capo d’Orlando, che ha portato i saluti del Comandante Provinciale Gen. Vincenzo Tomei. L’evento è stato moderato da
Andrea Sturniolo, Segretario della Caritas Diocesana di Patti, che durante il suo intervento ha letto qualche dato raccolto dall’Osservatorio Diocesano delle Povertà e delle Risorse proprio sul fenomeno della ludopatia. Il convegno, che è stato accreditato presso l’Ordine degli Avvocati di Patti e presso l’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Sicilia e che ha ricevuto il gratuito patrocinio dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, del Comune di Sant’Agata Militello e del Palasport Mangano, ha visto la partecipazione di Sacerdoti, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, liberi professionisti ed associazioni operanti nel territorio della Diocesi. I lavori si sono conclusi con l’intervento del Vescovo della Diocesi di Patti Mons. Guglielmo Giombanco. «Il gioco sano educa alla laboriosità, alla creatività e alla collaborazione; tende a creare relazioni tra persone. Non rende schiavi come il gioco d’azzardo che crea una dipendenza negativa finalizzata ad espropriare la persona della sua dignità – ha dichiarato Mons. Gugliemo Giombanco. Papa Francesco ha definito il gioco d’azzardo un culto idolatrico, un cancro sociale che sta distruggendo milioni di famiglie nel mondo, al pari del narcotraffico e della droga. La Chiesa grazie ai suoi canali sul territorio ha intercettato per tempo i bisogni e la portata devastante del fenomeno: nei centri di ascolto e nelle parrocchie arrivano spesso persone con debiti, che hanno perso il lavoro e che chiedono beni alimentari. La Chiesa fa già molto ma deve fare di più perché il fenomeno dell’azzardo é pervarsivo, perciò credo sia ormai tempo che i parroci parlino di questa situazione anche a Messa, nelle Omelie; come cattolici abbiamo una responsabilità enorme. C’è una sola strada che può condurre alla vera libertà – conclude Mons. Giombanco – quella non di vincere nel gioco di azzardo, ma di vincere se stessi per superare ogni forma di ludopatia. Vincere se stessi è la sfida più difficile, ma è l’unica che apre alla speranza in una vita nuova non più schiava dell’idolo dell’azzardopatia, ma perché capace di custodire la dignità della propria vita per essere vissuta nella vera gioia e nella libertà e non nella schiavitù qualunque essa sia».