S. Stefano di Camastra, la Divina Misericordia si tinge dei colori del mondo: la gioia delle Suore Collegine in Kiswahili

Una fede che non conosce confini e che parla il linguaggio universale della gioia. In occasione della Domenica in Albis e della Festa della Divina Misericordia, la Chiesa del Collegio di Maria a Santo Stefano di Camastra ha vissuto una pagina di liturgia straordinaria, trasformandosi in un crocevia di spiritualità e incontro tra culture. A rendere unica la celebrazione eucaristica è stata la partecipazione delle Suore Collegine della Sacra Famiglia. Giunte da Palermo, le religiose hanno animato la Santa Messa portando con sé il respiro della missione: i canti in lingua kiswahili, tipici della tradizione religiosa della Tanzania, hanno risuonato tra le navate della chiesa, accompagnati da movimenti e danze liturgiche. Non si è trattato di un semplice corollario estetico, ma di una testimonianza viva: la gestualità carica di partecipazione e il ritmo dei canti hanno saputo unire armoniosamente la solennità del rito alla vitalità di una Chiesa che, pur radicata nel territorio, guarda al mondo intero. La presenza delle suore ha dato corpo al messaggio pasquale della Risurrezione, rendendo tangibile l’idea di una Chiesa cattolica capace di declinare l’unico Vangelo in lingue e sensibilità diverse. Il momento culminante della riflessione spirituale ha trovato sintesi nelle parole della Prima Lettera di San Pietro, risuonate con particolare forza durante la liturgia:
“Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime”.
Questo passo biblico si è intrecciato perfettamente con l’atmosfera vissuta in chiesa: una fede che non ha bisogno di prove visibili per manifestarsi in una gioia esplosiva e contagiosa. La comunità di Santo Stefano di Camastra ha risposto con profonda gratitudine e commozione. I fedeli presenti hanno riconosciuto nel servizio delle religiose non solo un arricchimento della funzione domenicale, ma un esempio concreto di dedizione e fraternità. L’incontro si è concluso con un senso di rinnovata speranza. La celebrazione del Collegio di Maria ha lasciato un segno profondo, ricordando a tutti che la bellezza della fede risiede proprio nella sua capacità di accogliere la diversità, trasformandola in una sinfonia di lode che, dal cuore della Sicilia, abbraccia idealmente ogni popolo.

(LV)