Santo Stefano di Camastra. Nel weekend il “Corso di Fitoalimurgia”

Non è solo un ritorno alle origini, ma una vera e propria riscoperta di un patrimonio gastronomico e botanico che rischiava di andare perduto. Il weekend del 28 febbraio e 1° marzo 2026 segnerà il decimo anniversario del Corso di Fitoalimurgia, un appuntamento ormai tradizionale per appassionati di natura, chef e cultori del “mangiare sano”. La fitoalimurgia nasce storicamente come strategia di sopravvivenza nei periodi di carestia. Oggi, questa disciplina si è evoluta in un’attività di benessere che coniuga il piacere del trekking alla ricerca di sapori autentici e dimenticati.
“Raccogliere verdure selvatiche oggi significa recuperare un legame profondo con la terra e godere della quiete agreste,” spiegano gli organizzatori.
Ma il confine tra una prelibatezza e una pianta tossica può essere sottile. Saper distinguere un cavolicello da un’erba simile, o riconoscere il porro selvatico e lo strigolo richiede occhio esperto e conoscenza scientifica. Il corso sarà condotto da Fabio Morreale, guida naturalistica ed autore del volume di riferimento “Piante alimentari spontanee in Sicilia”. Il programma si articola in due giornate intense tra natura e cultura: la prima parte della giornata sarà dedicata alla sessione teorica per apprendere le basi del riconoscimento botanico. Seguirà un’escursione didattica nelle campagne dei Nebrodi, un ecosistema ricchissimo di biodiversità. Dopo una seconda sessione sul campo, l’attenzione si sposterà ai fornelli. I partecipanti prenderanno parte a un laboratorio di cucina attivo, dove le piante raccolte (come caccialepre, farinello, mirto e bietole selvatiche) diventeranno protagoniste di piatti ricercati. Il culmine dell’evento, il laboratorio gastronomico e la degustazione del menù completo a base di prodotti tipici, si svolgerà a Santo Stefano di Camastra. La location scelta è il suggestivo Palazzo Trabia, sede del prestigioso Museo della Ceramica. Un connubio perfetto tra l’arte del decoro siciliano e l’arte culinaria della terra. Dalla cicoria al fiordaliso stellato, dalla porcellana al rapastrello: il corso non offre solo risposte tecniche, ma un’esperienza sensoriale completa per chi vuole imparare non solo a “guardare” la campagna, ma a “leggerla” e, infine, a gustarla.
(LV)
