Sicilia: Da lunedì “zona bianca”

Da lunedì prossimo anche la Sicilia passerà in zona bianca. Lo comunica il presidente della Regione Nello Musumeci, dopo aver sentito il ministro della Salute Roberto Speranza, che nel pomeriggio firmerà il relativo decreto.

“Il raggiungimento della zona bianca – commenta il governatore – non deve farci dimenticare che, ancora, in Sicilia sopravvivono alcuni focolai che ci hanno costretto a dover dichiarare quattro zone rosse. Che sia, quindi, un’estate nella massima prudenza, pensando al vaccino per chi non lo ha ancora fatto”.

Da lunedì sarà bianca tutta l’Italia, tranne la valle d’Aosta che resta gialla. Anche Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Toscana e Provincia autonoma di Bolzano, infatti, rientreranno nella nuova ordinanza.

“La situazione procede in maniera molto buona – il direttore della Prevenzione Gianni Rezza – e anche rispetto ad altri Paesi Ue ci troviamo in una situazione migliore perché, assieme alla campagna vaccinale, sono stati presi provvedimenti ispirati alla cautela. Quindi la situazione può essere osservata con un certo ottimismo, ma naturalmente l’epidemia non è finita e dobbiamo continuare con la campagna vaccinale a spron battuto”.

Ma ora cosa cambia? Innanzitutto il coprifuoco viene abolito ovunque (in zona bianca lo è in automatico, ora viene tolto anche in gialla). Dunque non c’è più un orario di chiusura anticipato per i locali notturni.

Rimarranno in vigore solo le regole anti-Covid basilari previste dal vecchio Dpcm. Dunque riaprono terme, centri benessere, piscine al chiuso, circoli culturali, le sale scommesse e i bingo. Al momento in zona bianca le discoteche possono stare aperte come ristoranti o bar, ma senza la possibilità di ballare. Un via libera alle danze è atteso dal 1° luglio, con l’ok del Cts.

In zona bianca si possono fare feste private, ricevimenti e banchetti dopo cerimonie civili e religiose (matrimonio, battesimo, party di laurea, compleanno) muniti di green pass. Nelle case restano vietati assembramenti e feste fuori dai protocolli anti-Covid, anche se non ci sono più limiti al numero di persone che si possono spostare verso un’abitazione diversa dalla propria.

Resta l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso e all’aperto, come succedeva nelle regione gialle, e rimane anche il numero limite su quante persone possono stare in macchina se non si è conviventi, previsto dal Dpcm: a bordo di un’auto si può viaggiare in auto in 3 ma non in 4.

Dopo il 21 giugno cambiano le regole sulla capienza dei tavoli dei ristoranti al chiuso: lunedì infatti scade l’ordinanza di Speranza che fissava il limite a 6 persone per ogni tavolo negli spazi interni del ristorante. (LS)

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