Sicilia: Nota di Officina Democratica sulla attuale situazione epidemiologica

Riceviamo e pubblichiamo, nota di ODem sulla situaizone epidemiologica.

I cittadini Santagatesi e quelli di tutti i Nebrodi, continuano a ricevere e subire, da parte del Governo Regionale e dell’Azienda sanitaria territoriale, la mortificazione di una sanità di serie “B”. Pare evidente ormai la scarsa tenuta del sistema sanitario e ospedaliero dedicato al Covid (emblematico il caso del Cutroni Zodda a Barcellona), ordinario e della medicina territoriale, di fronte all’aumento dei contagi e dei ricoveri. Dai nostri concittadini e dalla gente dei Nebrodi, anche attraverso gli sfoghi sui social network, si apprende che si attendono giorni per avere un tampone, come anche per conoscerne l’esito. Non si registrano livelli adeguati di assistenza domiciliare. Non si è avviata una seria campagna di informazione sui doveri dei “contatti stretti” dei soggetti positivi e più in generale sui comportamenti corretti da tenere da parte della popolazione, tanto più se si tratta di condotte obbligatorie. Se il quadro è questo, caratterizzato da notevole ritardo nelle verifiche di laboratorio, allora i dati che giungono ai Comuni e che i sindaci comunicano periodicamente rischiano di essere dati comunque non rispondenti alla realtà. A tutto ciò si aggiunga che non è stato organizzato nel nostro territorio uno screening della popolazione scolastica, mentre l’ASP 6 di Palermo ha istituito ben 10 Usca Scolastiche e sui comuni di Messina, Milazzo e Barcellona sono stati organizzati dei “drive in” per lo screening con tamponi rapidi sul modello di quello della Fiera di Palermo. Sui Nebrodi, a fonte di una popolazione di circa 100 mila abitanti, invece, nulla di tutto questo. Leggiamo di timide e a volte imbarazzate proteste dei Sindaci, ai quali chiediamo di assumersi tutte le loro responsabilità politiche ed istituzionali (soprattutto al Sindaco del Comune capofila del Distretto Sanitario), non solo nell’ottica della viva protesta nei confronti del Governo Regionale, dell’Assessore Regionale alla Sanità e dell’ASP Messina ma anche verso la direzione di una più incisiva attività volta alla vigilanza generale e particolare, ad una maggiore attività di informazione verso i cittadini che non può continuare a tradursi in atteggiamenti paternalistici, ma che sia capace di orientare i comportamenti dei singoli e delle comunità. Ci sarà tempo, quando questo dramma sarà finalmente passato, di parlare anche delle responsabilità politiche di vario livello che appaiono evidenti. Questo però è il tempo dell’unità e delle decisioni da prendere in fretta; per il bene dei cittadini.

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