A Rocca di Caprileone la seduta congiunta dei Consigli Pastorale e Presbiterale

L’icona della pesca miracolosa “accompagnerà” il cammino della nostra Chiesa diocesana durante l’anno pastorale 2026/27. Lo ha annunciato il nostro Vescovo Guglielmo nel corso della seduta congiunta del Consiglio Pastorale e del Consiglio Presbiterale, tenutasi nel salone “San Giovanni Paolo II” a Rocca di Caprileone. Proprio alla pesca miracolosa farà riferimento la lettera pastorale “Prendiamo il largo e gettiamo le reti” che il Vescovo ha sommariamente presentato. La stessa consta di 5 parti: 1-Sulla tua parola; 2-Formare alla maturità di fede; 3-Corresponsabili nella vita ecclesiale; 4- La corresponsabilità differenziata come partecipazione attiva alla vita ecclesiale; 5-La missione come forma del vivere cristiano. Di fatto, una continuità con quanto già sperimentato con la Missione Evangelizzatrice dello scorso maggio, ricchissimo momento di grazia, di condivisione e, appunto, di corresponsabilità. La lettera sarà presentata da monsignor Guglielmo nel corso dell’Assemblea Diocesana che si terrà il 6 e 7 ottobre; il primo giorno sarà “ospitata” nel salone “San Giovanni Paolo II”, a Rocca di Caprileone, con la riflessione del cardinale Roberto Repole, Arcivescovo Metropolita di Torino; il secondo nella Concattedrale “Santi Martiri del XX secolo” di Patti: proprio in tale occasione, che prevede la Liturgia della Parola, il Vescovo “spiegherà” e consegnerà alle comunità parrocchiali, ai movimenti e alle associazioni, agli ordini religiosi, agli operatori pastorali “Prendiamo il largo e gettiamo le reti”.
Il brano della pesca miracolosa (Lc 5,1-11) è stato oggetto della riflessione del nostro Pastore durante la preghiera iniziale: “Occorre prendere il largo e vivere l’audacia della fede, per annunciare nel mare della vita la Parola del Signore. Una notte infeconda non è un fallimento definitivo; si tratta di ripartire con nuovo slancio e nuove motivazioni, fiduciosi nella Parola, che ci fa riscoprire comunità ecclesiale”. “”Da soli, come credenti, – ha aggiunto monsignor Vescovo, che ha rimarcato la necessità di “ecclesializzare e non di clericalizzare” – non si cresce. La missione implica sempre un riferimento alla Parola. E’ più facile restare a riva, è più sicuro; invece occorre prendere il largo. Invero, facendo riferimento al testo greco, dovremmo tradurre “prendi il largo” con “vai in profondità”. Non si può, infatti, rimanere in superficie; così getteremo le reti, fiduciosi che la pesca sarà abbondante e riusciremo ad individuare le strade che Dio ci chiede di percorrere”.
il Vescovo ha anche offerto alcune indicazioni da mettere in atto durante l’anno pastorale: l’avvio nei vicariati di un percorso di formazione alla corresponsabilità, che coinvolga sacerdoti e membri dei consigli pastorali parrocchiali; la formazione dei ministri istituiti; l’approfondimento degli Atti degli Apostoli per i gruppi degli evangelizzatori. A tal proposito, ha ribadito, come già fatto durante la Veglia di Pentecoste, che “la missione continua, non è un’esperienza conclusa”, rimarcando la necessità di una formazione congiunta dei ragazzi e dei loro genitori soprattutto in preparazione alla Prima Comunione e alla Cresima e di proseguire negli incontri di riflessione nelle case, una delle esperienze più belle della Missione Evangelizzatrice.
Dopo il dibattito, seguito alla presentazione della bozza della Lettera Pastorale, il Vescovo ha sottolineato che “sono le relazioni a costruire le comunità” e ha invitato a “lasciarci educare dai bisogni e dalle attese della nostra gente” e “a prendere il largo tutti insieme verso un unico orizzonte”.
