La comunità di Santo Stefano di Camastra è entrata ufficialmente nel cuore della Settimana Santa

Con il rito della benedizione dei rami d’ulivo e delle palme, la comunità di Santo Stefano di Camastra è entrata ufficialmente nel cuore della Settimana Santa. La celebrazione, che segna l’inizio del periodo più solenne dell’anno liturgico, ha visto una partecipazione corale e sentita, confermando ancora una volta come la fede sappia farsi collante identitario per l’intero tessuto sociale. La mattinata ha avuto il suo fulcro nella piazza adiacente allo storico Palazzo Trabia, luogo simbolo della cittadina delle ceramiche. Qui, il parroco don Calogero Calanni ha guidato il momento della benedizione, circondato da una folla composta da famiglie, giovani e anziani. I rami d’ulivo, simbolo universale di pace, e le palme sapientemente intrecciate secondo le antiche tradizioni locali, sono stati i protagonisti di un rito che rievoca l’ingresso messianico di Gesù a Gerusalemme. Non si è trattato solo di un atto formale, ma di un momento di autentica aggregazione: le composizioni di foglie, tramandate di generazione in generazione, testimoniano un patrimonio di saperi artigianali che si fonde indissolubilmente con la spiritualità. Subito dopo la benedizione, i fedeli si sono mossi in processione verso la chiesa parrocchiale. Il corteo, accompagnato da canti sacri e preghiere, ha attraversato le vie del centro trasformando il percorso urbano in un itinerario dello spirito. Una volta giunti in chiesa, la liturgia è proseguita con la celebrazione della Santa Messa, caratterizzata dalla proclamazione del racconto della Passione di Cristo. È il momento del massimo raccoglimento, in cui il tono festoso dell’accoglienza lascia spazio alla meditazione sul sacrificio, preparando i cuori ai riti del Triduo Pasquale. In un’epoca dominata dalla frenesia digitale e dai mutamenti sociali, la Domenica delle Palme a S. Stefano di Camastra si conferma un “ponte” necessario tra la dimensione religiosa e quella civile. L’evento non ha richiamato solo i credenti, ma ha coinvolto l’intera cittadinanza in un rito che è ormai patrimonio culturale condiviso, capace di promuovere valori universali di solidarietà e pace. Con la conclusione della celebrazione odierna, la comunità si avvia ora a vivere i giorni della Passione, della Morte e, infine, della Resurrezione, rinnovando quell’invito alla rinascita interiore che resta il messaggio più autentico e attuale della Pasqua.
(LV)
