Messina in delirio per Ultimo: Un Concerto da Record al Franco Scoglio

 

 

Uno spettacolo mozzafiato ha infiammato lo Stadio “Franco Scoglio” di Messina per il concerto di Ultimo, che ha incantato oltre 40.000 fan provenienti da ogni angolo della Sicilia, Calabria e altre regioni del Sud Italia. L’evento, attesissimo, si è rivelato un vero e proprio concerto dei record, consolidando ulteriormente la posizione di Ultimo come uno dei giganti della musica italiana.

 

L’entusiasmo era palpabile giorni prima dell’apertura dei cancelli, con i primi fan che si sono accampati fuori dallo stadio, armati di tende e striscioni, pur di assicurarsi il posto migliore. L’atmosfera elettrizzante è stata amplificata da un palco imponente, con dimensioni di 65 metri di larghezza per 24 di altezza, e una passerella personalizzata di 30 metri che riproduce la forma della chiave che il cantautore romano porta al collo, simbolo distintivo sin dai suoi esordi. A fare da sfondo, una superficie LED di oltre 900 metri quadrati, arricchita da più di 600 corpi illuminanti, ha creato uno scenario visivo spettacolare.

 

Il concerto durato 2 ore e 20 minuti è iniziato alle ore 21.00. Ultimo, noto per la sua riservatezza e la convinzione che “quello che devo dire lo dico nelle canzoni”, ha deliziato il pubblico con una scaletta ricca dei suoi successi. Tra un “a belli” e un “grazie Messinaaaa”, il cantautore ha lasciato che fosse la sua musica a parlare, permettendo al suo “popolo” di cantare interi tratti del concerto. La risonanza emotiva delle sue liriche, capaci di toccare le corde più profonde dell’animo, ha trasformato ogni brano in un’esperienza collettiva, dove “tutti ritrovano tutto e il tutto si ritrova in tutti”.

 

L’artista non si è risparmiato, aprendo con l’intensa “Dove il mare finisce”, per poi costruire un crescendo di emozioni con brani come “Colpa delle favole”, “L’unica forza che ho”, “Ipocondria”, “Rondini al guinzaglio”, “Giusy” e “Peter Pan”. Messina è diventata il luogo “dove anche i miei segreti poi si spogliano, dove gli ultimi hanno forza e insieme cantano, dove si accettano le ansie e diventano cure”.

La seconda parte del concerto ha elevato ulteriormente il coinvolgimento, con l’esecuzione di “Piccola stella”, “Il bambino che contava le stelle”, “Quel filo che ci unisce”, “Bella davvero” e “Ti dedico il silenzio”. I momenti più alti dello spettacolo sono stati raggiunti con “Pianeti” e “Alba”, eseguiti al piano con Ultimo sospeso nel vuoto, creando un’atmosfera magica che ha trovato il suo culmine nei 65 metri di fronte palco e nella passerella a forma di chiave.

Il finale è stato un’apoteosi di successi: “La parte migliore di me”, “Il ballo delle incertezze”, “Vieni nel mio cuore”, “Altrove” e “22 settembre”. Il concerto si è concluso con il suo manifesto, “Sogni appesi”, e l’iconica frase: “da quando ero bambino solo un obiettivo, dalla parte degli ultimi per sentirmi primo”.