Una lettera di quattro pagine lasciata dal professor Adolfo Parmaliana sul tavolo del suo studio prima di gettarsi lo scorso 2 ottobre dal viadotto dell’autostrada Messina-Palermo. Parmaliana, uno stimato docente di chimica, aveva accusato prima di morire l’intreccio affaristico-mafioso “che spadroneggiava – si legge sul web – a Terme Vigliatore”. Adesso il documento viene pubblicato, in esclusiva, sul sito www.espressonline.it. Ma cosa ha scritto nella lettera indirizzata ai suoi familiari? “La Magistratura barcellonese/messinese – si legge – vorrebbe mettermi alla gogna ,vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi, mi sta dando la caccia perche’ ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicita’ di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati”. “Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignita’ di uomo, di padre, di marito di servitore dello Stato e docente universitario – scrive Parmaliana prima di uccidersi – Chiedete all’avvocato Mariella Cicero le ragioni del mio gesto, il dramma che ho vissuto nelle ultime settimane, chiedetelo al senatore Beppe Lumia chiedetelo al Maggiore Cristaldi, chiedetelo all’avvocatoto Fabio Repici, chiedetelo a mio fratello Biagio. Loro hanno tutti gli elementi e tutti i documenti necessari per farvi conoscere questa storia: la genesi, le cause, gli accadimenti e le ritorsioni che sto subendo. Mi hanno tolto la serenita’, la pace, la tranquillita’, la forza fisica e mentale. Mi hanno tolto la gioia di vivere. Non riesco a pensare ad altro. Chiedo perdono a tutti per un gesto che non avrei pensato mai di dover compiere”. Dopo avere parlato della sua famiglia, il docente spiega che a “50 anni, ho perso la serenita’ per scelta di una magistratura che ha deciso di gambizzarmi moralmente”. “Questo sistema l’ho combattuto in tutte le sedi istituzionali – scrive – Ora sono esausto, non ho piu’ energie per farlo e me ne vado in silenzio. Alcuni dovranno avere qualche rimorso, evidentemente il rimorso di aver ingannato un uomo che ha creduto ciecamente, sbagliando, nelle istituzioni”.
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