S.Agata Militello. I.C. “Marconi – Cesareo”, concluso il percorso culminato nel concerto-lezione “Canti e cunti da Sicilia”

 

La musica si conferma custode della memoria collettiva e potente strumento per riscoprire le proprie radici. Con questo spirito si è concluso venerdì 29 maggio, presso l’auditorium della sede centrale dell’I.C. “Marconi – Cesareo”, il percorso culminato nel concerto-lezione “Canti e cunti da Sicilia”. L’iniziativa, nata nell’ambito del Bando Regionale “Non solo Mizzica”, ha puntato alla salvaguardia, trasmissione e valorizzazione del patrimonio linguistico e delle tradizioni orali dell’isola tra le nuove generazioni. L’evento ha riscosso ampi consensi e il pieno sostegno del dirigente scolastico, l’ing. Antonino Macula, che ne ha sposato l’alto valore formativo. I veri protagonisti della mattinata sono stati circa cento alunni della scuola secondaria. I ragazzi hanno partecipato con entusiasmo, lavorando con impegno per diventare interpreti attivi della cultura locale. Il coro degli studenti è stato guidato dal prof. Michele Saccone, esperto e curatore del progetto, coadiuvato da Nicole Marino e affiancato dalla prof.ssa Nunziatina Ruvolo nel ruolo di tutor. Ad accompagnare i giovani cantori è stata la Compagnia di canti popolari “Antichi Suoni”, punto di riferimento nella ricerca etnomusicologica siciliana. Per ricreare le atmosfere e le sonorità della Sicilia più profonda, i musicisti hanno alternato strumenti moderni e della tradizione pastorale. Sul palco si sono esibiti: Nicola Vaneria (fisarmonica e voce), Pippo Mannanici (cajon e voce), Carlo Vitale (basso elettrico), Gino Oriti (chitarra e voce), Nino Milia (bouzouki e chitarra), Salvo Saccone (flauti, zampogna, percussioni e voce). Santino Santoro (percussioni) Michele Saccone (fiati e voce) e Nicole Marino (voce). Il ricco repertorio ha offerto una panoramica antropologica attraverso quattordici brani legati alla vita quotidiana, alla devozione e al folklore di un tempo. Dopo l’apertura con una suggestiva Ballata medioevale, la scaletta è proseguita con i ritmi della natura e dei cantastorie, tra cui Nesci suli, la Filastrocca di San Giuvanni e un’emozionante versione a cappella di Supra na petra. La manifestazione ha regalato grandi emozioni con i pezzi narrativi A quartara, i canti natalizi E Natali ci annunziò e A Ciaramedda, e le intense pagine d’amore di Biddizza amanti, Dormi e vola, Cu ti lu dissi e A vesti di sita. Non sono mancati il ritmo travolgente della Tarantella di Petrarosa e le sonorità poetiche de Lu rispettu. A siglare l’orgoglio e il senso di appartenenza dell’intera comunità è stata infine l’esecuzione dell’Inno dell’Istituto, composto per l’occasione dal prof. Saccone. Questa splendida giornata ha confermato l’importanza vitale di simili appuntamenti. Eventi di questo tipo dimostrano concretamente come la scuola possa farsi custode attiva della storia, trasformando la tradizione in uno strumento vivo di aggregazione, crescita e identità per gli studenti.